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Il cane non risponde al richiamo: come intervenire?

Il tuo cane non risponde al richiamo?

Quando il cane non risponde al richiamo non è solo frustrante ma può essere anche pericoloso per la sua sicurezza. Il più delle volte avviene non perché non sente il richiamo, l’udito del cane è migliore di quello umano, ma perché gli stimoli intorno sono più interessanti e coinvolgenti rispetto al comando dato. Il richiamo, però, è uno dei comandi più importanti nel rapporto con il proprio cane e quindi bisogna intervenire subito.

Il richiamo del branco vs il richiamo dell’istinto

Noi insieme al nostro cane costituiamo il “gruppo sociale primario” o branco: cioè un insieme di soggetti che dipendono uno dall’altra. Dalla condivisione del cibo, allo spazio al tempo libero. Ma all’esterno il cane è portato a conoscere ambienti diversi e ad attivare il suo comportamento istintivo di carattere predatorio, studiando la zona e gli altri animali per decidere se partire o meno all’inseguimento, giocarci etc. Tutti questi fattori legati alla caccia, al richiamo sessuale, allla conoscenza etc. influiscono sul rapporto rapporto con il mostro cane creando disequilibri. Ogni volta dinanzi a questo tipo di stimoli molto allettanti, il nostro desiderio di essere ascoltati si riduce drasticamente di probabilità, mentre risposta pronta si potrà ottenere in tutti i casi in cui l’esterno divenga di scarso interesse. In tutti questi casi sembra che il cane sia come affetto da “sordità”, mentre, invece, è un’affermazione delle sue priorità del momento.

Impostare il richiamo e lavora in coppia

Per iniziare è utile scegliere un luogo all’aperto dove ci sia spazio per muoversi senza essere eccessivamente dispersivo e dove non ci siano altri cani. Lasciamo libero il cane di esplorare e poi venire da noi, in quel momento è importante gratificarlo e premiarlo. Lasciamo libero il cane di farlo più volte. Dopo un buon numero di ripetizioni, possiamo usare la parola di richiamo (“Vieni”) proprio quando il cane inizia a muoversi per tornare da noi. Così facendo otteniamo un duplice risultato: l’ effetto positivo di essere venuto da noi e l’aver udito il comando di richiamo in relazione alla scelta già compiuta di arrivarci. Ora bisogna compiere un ulteriore step: far in modo che il richiamo sia una chiara espressione della nostra volontà di essere raggiunti: aspettiamo che venga da noi e non dimentichiamo mai di gratificarlo.
E’ utile provare l’atto del richiamo del cane in coppia chiedendo a un familiare o un amico di aiutarci. Rimaniamo in piedi in un punto mentre il nostro aiutante con il cane si allontanano in direzione opposta. Attuiamo il richiamo del cane pronunciando “Vieni” con voce chiara e stentorea, in quel momento il nostro aiutante deve girarsi verso di noi lasciando libero il cane se quest’ultimo decide di venire verso di noi. Altrimenti è utile che lo accompagni inizialmente per poi asciarlo se prende sicurezza/accelera. Questo metodo di coppia aiuta il cane a portare a termine l’azione e, se reso più complesso per la presenza di altri individui o animali, di far capire al cane l’importanza del richiamo rispetto agli altri stimoli circostanti.

 

 

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